SOCIAL MEDIA POLICY

Il Gruppo Comunale di Protezione civile di Muggia e utilizza i social media per informare, comunicare e ascoltare attraverso i social network come Facebook, Twitter, Instagram.

Contenuti

Tramite i social media, il Gruppo Comunale di Protezione civile di Muggia informa i cittadini su attività, allerte, servizi, progetti e iniziative. I contenuti pubblicati riguardano informazioni di servizio, aggiornamenti in situazioni di emergenza, eventi, bandi, attività dei volontari, opportunità di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, comunicazioni degli amministratori.

Sfruttando le opportunità tipiche di questi servizi, il Gruppo Comunale di Protezione civile di Muggia può condividere e rilanciare contenuti e messaggi di pubblico interesse e utilità realizzate da soggetti terzi (altri enti, soggetti o cittadini della comunità). Pur verificandone per quanto possibile la precisione e l’attendibilità, il Gruppo comunale non si assume alcuna responsabilità per eventuali informazioni errate o non aggiornate.

La presenza di spazi pubblicitari a margine dei contenuti pubblicati nelle pagine dei social network utilizzati dal Gruppo Comunale di Protezione civile di Muggia non è sotto il controllo dell’amministrazione, ma è gestita in autonomia dagli stessi social network.

Regole di utilizzo

Il Gruppo Comunale di Protezione civile di Muggia si impegna a gestire spazi di comunicazione e dialogo all’interno dei propri profili nei diversi social network chiedendo ai propri interlocutori, che hanno la possibilità di partecipare attivamente attraverso forme di interazione come commenti e messaggi, il rispetto di alcune regole.

Si chiede a tutti di esporre la propria opinione con correttezza e misura, basandosi per quanto possibile su dati di fatto verificabili e di rispettare le opinioni altrui.

Nei social network ognuno è responsabile dei contenuti che pubblica e delle opinioni che esprime. Non saranno comunque tollerati insulti, volgarità, offese, minacce e, in generale, atteggiamenti violenti.

I contenuti pubblicati devono rispettare sempre la privacy delle persone. Vanno evitati riferimenti a fatti o a dettagli privi di rilevanza pubblica e che ledano la sfera personale di terzi.

L’interesse pubblico degli argomenti è un requisito essenziale: non è possibile in alcun modo utilizzare questi spazi per affrontare casi personali.

Ogni discussione è legata a un tema specifico e di interesse generale: chiediamo a tutti i partecipanti di rispettarlo, evitando di allargare il confronto in modo generico e indiscriminato.

Non sarà tollerata alcuna forma di pubblicità, spam o promozione di interessi privati o di attività illegali.

Non sono ammessi contenuti che violino il diritto d’autore né l’utilizzo non autorizzato di marchi registrati.

Moderazione

La moderazione da parte dell’amministrazione all’interno dei propri spazi avviene è finalizzata unicamente al contenimento, nei tempi e nei modi ragionevolmente esigibili, di eventuali comportamenti contrari alle norme d’uso. Nei casi più gravi, e in modo particolare in caso di mancato rispetto delle regole condivise in questo documento, l’amministrazione si riserva la possibilità di cancellare i contenuti, allontanare gli utenti dai propri spazi e segnalarli ai filtri di moderazione del social network ospitante.

Contatti

Suggerimenti e segnalazioni relativi a questo documento possono essere inviati al Social Media Team del Gruppo comunale di Protezione civile di Muggia all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’organizzazione del Sistema Regionale di Protezione civile, proprio perché concepita correttamente come “sistema”, non può prescindere dal fondamentale ruolo dei Comuni, sulla base della positiva esperienza della ricostruzione a seguito del disastroso sisma del 1976, e delle Province.

Infatti, ai sensi dell’articolo 7 della legge regionale 64/1986, “Il Comune….. è, con riguardo al territorio di propria competenza, l’ente di base per la protezione civile, ed allo stesso è riconosciuta la responsabilità primaria d’intervento all’atto dell’insorgere di situazioni od eventi del genere di quelli considerati all’articolo 1, I comma, della presente legge, ovvero di quelli d’entità tale da poter essere fronteggiati con misure ordinarie.

Lo stesso articolo 7 attribuisce al Comune anche compiti relativi alla partecipazione allo svolgimento delle attività e dei compiti regionali in materia di protezione civile, compiti che riguardano la predisposizione di piani e programmi di intervento e di soccorso in relazione ai possibili rischi, l’organizzazione e la gestione di servizi di pronto intervento da integrare con quelli di aree più vaste, l’organizzazione ed il coordinamento degli apporti di volontariato, la rilevazione, la raccolta e la trasmissione dei dati interessanti la protezione civile, l’organizzazione e la gestione di attività intese a formare nella popolazione la consapevolezza della protezione civile. A Muggia, l’Ufficio Comunale di Protezione Civile è inserito nell’Area Polizia Locale e Protezione Civile del Comune di Muggia.

La base su cui si fonda il volontariato di Protezione Civile della nostra Regione è costituita dai Gruppi Comunali, conseguenza diretta del fatto che l’Ente base del sistema regionale di Protezione Civile è proprio il ComuneIn ogni Comune della nostra Regione, infatti, è presente un Gruppo di volontari che mettono gratuitamente a disposizione della collettività il proprio tempo, le proprie capacità e competenze per svolgere diverse attività di Protezione Civile.Compito istituzionale del Gruppo è l'intervento in soccorso della cittadinanza in situazioni di emergenza, dovute a calamità naturali o ad altro, che vedono coinvolto il territorio comunale.

I volontari, inoltre, sono impegnati in attività di assistenza alla popolazione in occasione dei grandi eventi che interessano il Comune o la Regione.

Su attivazione della Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia, il Gruppo può essere impiegato in attività di soccorso al di fuori del territorio comunale.

Il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Muggia è stato costituito con delibera del Consiglio Comunale del 12 luglio 1993 ed opera nei settori Tecnico-Logistico e Antincendio Boschivo (vedi sezioni dedicate)

Al Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Muggia possono aderire cittadini d’ambo i sessi allo scopo di prestare la loro opera, senza fini di lucro o vantaggi personali, nell’ambito della Protezione Civile, entro i limiti del piano di protezione civile comunale, in attività di previsione, prevenzione e soccorso in caso di calamità, e di ripristino a seguito dell’emergenza e delle altre attività promosse dall’Amministrazione Comunale d’interesse della Protezione Civile.

Il Gruppo Comunale è parte del Sistema Integrato di Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e pertanto partecipa, in rappresentanza del Comune di Muggia, alle attività di Protezione Civile promosse e/o organizzate dalla stessa.

L’ammissione al Gruppo Comunale avviene a seguito della presentazione di apposita domanda predisposta dall’Ufficio Comunale di Protezione Civile, ed è subordinata al parere favorevole del Coordinatore del Gruppo.

Al candidato volontario sono richiesti i seguenti requisiti:

  • età minima di 18 anni;
  • idoneità psico-fisica;
  • assenza di condanne penali ovvero di precedenti penali che siano pregiudizievoli per il servizio;
  • assenza dell’esercizio di attività contrastanti con le finalità previste nel presente regolamento;
  • disponibilità a partecipare alle attività di addestramento organizzate dal Gruppo Comunale o alle attività ordinarie e straordinarie di Protezione Civile promosse e/o autorizzate dal Comune di Muggia e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

L’ultimo requisito, non scritto ma sottinteso, concerne il possesso di un ottimo spirito di gruppo, unito al desiderio di operare per il bene della comunità!

Vieni a conoscerci e a scoprire le nostre attività!

La sede è aperta ogni VENERDI' dalle 19.30 alle 21.00

 

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La “protezione civile” è l’insieme delle attività messe in campo per tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni che derivano dalle calamità: previsione e prevenzione dei rischi, soccorso delle popolazioni colpite, e superamento dell’emergenza.

La protezione civile non è un compito assegnato a una singola amministrazione, ma è una funzione attribuita a un sistema complesso: il Servizio Nazionale della Protezione Civile. Istituito con la legge n. 225 del 1992, il Servizio Nazionale ha come sue componenti le amministrazioni centrali dello Stato, le Regioni e le Province Autonome, le Province, i Comuni e le Comunità montane. 

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le Forze Armate, le Forze di Polizia, il Corpo Forestale dello Stato (assorbito dal 1° gennaio 2017 nell'Arma dei Carabinieri), la Comunità scientifica, la Croce Rossa Italiana, le strutture del Servizio Sanitario Nazionale, le organizzazioni di volontariato, il Corpo Nazionale di soccorso alpino e speleologico costituiscono le strutture operative.

Il Servizio Nazionale opera a livello centrale, regionale e locale, nel rispetto del principio di sussidiarietà. Il contesto territoriale del nostro Paese, soggetto ad una grande varietà di rischi, rende infatti necessario un sistema di protezione civile che assicuri in ogni area la presenza di risorse umane, mezzi e capacità operative in grado di intervenire rapidamente in caso di emergenza, ma anche di operare per prevenire e, per quanto possibile, prevedere eventuali disastri.

La prima risposta all’emergenza, qualunque sia la natura e l’estensione dell’evento, deve essere garantita a livello locale, a partire dalla struttura comunale, l’istituzione più vicina al cittadino. Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è quindi il Sindaco. Quando però l’evento non può essere fronteggiato con i mezzi a disposizione del comune, si mobilitano i livelli superiori attraverso un’azione integrata e coordinata: la Provincia, la Prefettura, la Regione, fino al coinvolgimento dello Stato in caso di emergenza nazionale.

Questo complesso sistema di competenze trova il suo punto di raccordo nelle funzioni di indirizzo e coordinamento affidate al Presidente del Consiglio dei Ministri, che si avvale del Dipartimento della Protezione Civile.

Un’esaustiva definizione la si può trovare nell’articolo 1 della legge della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia 31 dicembre 1986, n. 64, concernente: ”Organizzazione delle strutture ed interventi regionali in materia di protezione civile”:

“L’Amministrazione regionale ……assume a propria rilevante funzione, da svolgere a livello centrale, quella del coordinamento di tutte le misure organizzative e di tutte le azioni, nei loro aspetti conoscitivi, normativi e gestionali, ……. dirette a garantire, in un quadro di sicurezza dei sistemi sociali regionali, l’incolumità delle persone, e/o dei beni e dell’ambiente rispetto all’insorgere di qualsivoglia situazione od evento che comporti agli stessi grave danno o pericolo di grave danno e che per loro natura ed estensione debbano essere fronteggiate con misure straordinarie, nonché a garantire il tempestivo soccorso.”

I singoli elementi di questa definizione consentono di esplorare il mondo complesso della protezione civile. Infatti la protezione civile:

  • è una funzione pubblica: la protezione civile è materia che deve essere assunta fra i compiti fondamentali della Pubblica Amministrazione, da svolgere in modo costante ed organizzato, in quanto non può più, come in passato, essere considerata un’incombenza episodica ed occasionale, un insieme di forze da mettere in campo esclusivamente quando si devono attivare interventi di soccorso alla popolazione;

  • è una funzione volta al coordinamento: il coordinamento è forse la fase più delicata e strategicamente importante per l’attività di protezione civile, che interessa trasversalmente tutti i settori della vita civile, e necessita perciò di esercitare tale funzione di coordinamento in modo efficace ed efficiente, al fine del raggiungimento dei suoi obiettivi;

  • è il coordinamento di misure organizzative: si potrebbe dire che il servizio di protezione civile costituisce la formula organizzatoria per l’attuazione, nel campo dell’organizzazione e dell’attività amministrativa, dello slancio e dell’impegno solidaristico (va ricordato in proposito l’articolo 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”);

  • è il coordinamento di tutte le azioni, nei loro aspetti conoscitivi, normativi e gestionali: le azioni di protezione civile, proprio perché incidono sulle più diverse sfaccettature della vita civile, non sono astrattamente prefigurabili e tipizzabili, ma devono tutte indistintamente, sia che riguardino gli aspetti conoscitivi di raccolta ed elaborazione delle informazioni, sia che attengano agli aspetti più prettamente giuridici o viceversa operativi e gestionali, essere esercitate con il massimo livello di coordinamento e di sinergia possibili;

  • è diretta a garantire l’incolumità delle persone, e/o dei beni e dell’ambiente: questo é l’oggetto su cui si esplica l’attività di protezione civile, e nel contempo ne rappresenta l’obiettivo e la finalità, cioè la tutela e la salvaguardia della pubblica incolumità;

  • è chiamata in campo all’insorgere di qualsivoglia situazione od evento che comporti agli stessi grave danno o pericolo di grave danno: mentre è evidente il ruolo della Protezione civile in caso di minaccia conclamata e grave pericolo in atto per la pubblica incolumità, sono stati necessari molti decenni di dibattito e molte calamità dagli effetti disastrosi per comprendere appieno ed affermare senza incertezze il ruolo fondamentale della Protezione civile in caso di pericolo incombente, e quindi, delle sue azioni di prevenzione urgente;

  • è attivata quando gli eventi sono di natura ed estensione tali da dover essere fronteggiati con misure straordinarie: la Protezione civile interviene solo in casi connotati da straordinarietà, in quanto l’ordinaria gestione del territorio esula dal suo campo d’azione;

  • nonché a garantire il tempestivo soccorso: è l’attività a cui più comunemente si pensa quando si parla di protezione civile. Essa è certamente importantissima, ma lo è altrettanto, e forse di più quell’attività tesa a ridurre i casi in cui il soccorso si rende necessario, e cioè l’attività di prevenzione.

In realtà, l’osservazione costante e continua del territorio e dell’azione umana nel suo impatto sul territorio stesso, nonché sulla vita sociale, deve costituire il fondamento dell’'attività ordinaria' dei pubblici poteri, i quali devono sempre finalizzare la loro azione alla tutela dell’integrità fisica delle persone, alla cura ed allo sviluppo del territorio e delle attività sociali, economiche e produttive. La previsione e la prevenzione di perturbamenti sociali e del territorio devono essere 'naturalmente' presenti nell’ordinaria attività pubblica. E’ solo quando si verifica una situazione calamitosa o catastrofica che più esplicitamente ci si occupa di protezione civile, ma tanto più gli obiettivi di protezione civile saranno stati presenti nella quotidianità ordinaria, nella pianificazione corretta degli interventi sul territorio, tanto più contenuti saranno i danni e più efficace il soccorso.

Cliccare qui per visualizzare il sito della Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia

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